“Addio e grazie per tutto il pesce”

cucina

Domenica dovremo lasciare questa casa.

La vita alterna momenti (anche troppo) calmi a momenti (anche troppo) vorticosi e non è che ci si possa fare molto, la vita è fatta così.

E quindi nonostante cercassimo casa da più di tre anni, proprio pochi giorni prima di dare alla luce l’affittuaria abbiamo varcato l’ennesima porta di ingresso di un appartamento, capendo immediatamente che sarebbe stato quello il posto in cui avremmo voluto vivere. E così in meno di una decina di giorni, tra una poppata e l’altra, siamo riusciti a vendere casa nostra e aggiudicarci l’altra: un incastro inaspettato. Credo che si chiami culo.

I 50 mq della casetta in cui viviamo ora sono così densi di storia che non saprei neppure da dove iniziare a raccontare e se metà di me è felice di andare via, l’altra metà si incatenerebbe all’armadio a muro (che pure ha odiato per ogni singolo giorno di questi 7 anni), pur di non andarsene.

Con tutti i suoi “alti-alti” e “bassi-bassi”, in questa casa ho vissuto il periodo più felice della mia vita.

E adesso che incredibilmente nello stesso identico giorno, ma sette anni dopo, dovremo lasciare la nostra casetta per spostarci in una casa con le finestre grandi e piene di vento, ad un primo piano con l’ascensore, il pensiero che mi ossessiona è: dovrò mica cambiare nome al blog?

52 risposte a "“Addio e grazie per tutto il pesce”"

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  1. ah! ogni volta che leggo di qualcuno che si trasferisce ho un (leggerissimo) sussulto di (sana?) invidia. ogni bellezza negli ascensori che vanno, e soprattutto in quelli che vengono.
    p.s. sul nome, beh… mettiamoli così, se proprio proprio vuoi cambiarlo magari non invertire “primo” e “quarto” nella tua presentazione. marito potrebbe aversela uno zicchino a male. 😀

  2. Era più poetico “quarto piano senza ascensore”, difficile sarà ora pensarti come “quella del primo con l’ascensore” 🙂
    P.S. : faccio una brutta figura a chiedere che significa il titolo?

      1. Non sapevo che fossi un’appassionata.
        Anche noi vedemmo il film, una sera in 20 su un divano da 3 posti a casa del mio amico Luca.
        Il film non ci piacque. Io tra le altre cose mi addormentai, ma questa è più o meno una costante se mi metti su un divano in una stanza buia.
        A te è piaciuto?

        1. abbastanza, dai. ci sono alcune cose molto belle (tipo la canzone!!!), altre un po’ meno, ma nel complesso direi che ne vale la pena se non altro per una cosa diversa dal solito.

        2. ah, tra le altre cose: lo sai che il 25 maggio era il towel day? in ricordo di d. adams è stato istituito questo giorno in cui gli appassionati girano con l’asciugamano. appassionati tra cui mio fratello…

    1. Hai ragione ridixidor. Come dice un mio amico, mi sono imborghesita.

      Rispetto al titolo, spero che si appalesi Luca, che potrebbe spiegarti con molta più passione di me di cosa stiamo parlando, ma vedo che fango è tra le appassionate as well.
      Io posso solo dirti che si tratta di un libro di fantascienza di D. Adams, che a me fa molto ridere. Ti copio-incollo l’introduzione:
      “È un fatto importante, ancor che comunemente noto, che le apparenze molto spesso ingannano.
      Per esempio, sul pianeta terra, l’uomo ha sempre pensato di essere la specie più intelligente del pianeta, quando invece era la terza. Secondi in ordine di intelligenza: i delfini, i quali, alquanto singolarmente, erano a conoscenza da tempo dell’imminente distruzione del pianeta terra.
      Avevano tentato più volte di avvertire l’umanità del pericolo, ma i loro segnali venivano interpretati come simpatici tentativi di colpire il pallone o fischi per ottenere succulenti bocconcini. Così alla fine decisero di lasciare la terra coi loro mezzi.
      L’ultimo messaggio in assoluto venne interpretato come un incredibilmente sofisticato tentativo di doppio salto mortale rovesciato nel cerchio fischiando l’inno americano, ma in realtà il messaggio era questo: addio e grazie per tutto il pesce.”

    2. faccio finta che non ti hanno ancora risposto e ti rispondo io: il titolo è la dimostrazione pratica di quanto l’orgoglio umano sia potenzialmente mal riposto 😀

      quanto al nome, per me si deve cambiare, diventa pubblicità ingannevole e poi, in mezzo a tutti questi cambiamenti, non potrà che essere la ciliegina sulla torta, quel passettino che, contro ogni armadio a muro, farà la differenza tra l’ottima riuscita di questo e la straordinarietà del prossimo… primafigliasenzacapelli potrebbe essere uno spunto

      1. impossibile.
        42 non sta nella sequenza del Fibonacci….i conti non tornano! 🙂

        luca: “primafigliasenzacapelli” potrebbe essere uno spuTO! 😀

            1. AAAAAAARRRGGGGGHHH! allora sì tttu l’artefice del toporagno antagonista del gentilriccio!!!
              si, sputata a Luca e pure Luca sputantibus!
              Ooooh…Luca…ricordi Siviglia? O era Granada? 😀

  3. ah ma allora non siamo solo noi che giriamo da un capo all’altro del mondo, ci si sposa e si trasloca tipo nel tempo di due settimane. ah vedi che siamo in buona compagnia, vedi che anche voi fate di queste cose qui.

  4. Quello che penso già lo sai per quanto concerne il nome del blog… quello che nn sai per certo è che me ne vado pure IOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO 🙂

  5. io cambierei il disclaimer.
    come siamo sopravvissuti cambiando casa nel 2013…
    (tanto di FB chissenefrega!) 🙂

    posso aggiungere che ho usufruito troppo poco della cucina di questa casetta ma punto molto sulla prossima? 😀

  6. è vero! Le nostre case raccontano le nostre storie…o forse sarebbe più corretto dire che noi riempiamo di storie le nostre case….
    Sicuramente rimarrà qualcosa di te, di voi….della vostra famiglia tra quelle pareti che presto, ne abbracceranno un’altra e che a loro volta scriveranno un’altra storia!
    Posso capire benissimo il tuo stato d’animo e rimaniamo sempre fregati quando ci accorgiamo di affezionarci anche alle “cose”…..
    buon trasloco!

  7. Quella fotografia è così viva… Pulsante… Sono sicura che porterete la stessa vita ovunque.
    E poi: quante coincidenze, accidenti! Quando si dice serendipità!

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