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cucina

Domenica dovremo lasciare questa casa.

La vita alterna momenti (anche troppo) calmi a momenti (anche troppo) vorticosi e non è che ci si possa fare molto, la vita è fatta così.

E quindi nonostante cercassimo casa da più di tre anni, proprio pochi giorni prima di dare alla luce l’affittuaria abbiamo varcato l’ennesima porta di ingresso di un appartamento, capendo immediatamente che sarebbe stato quello il posto in cui avremmo voluto vivere. E così in meno di una decina di giorni, tra una poppata e l’altra, siamo riusciti a vendere casa nostra e aggiudicarci l’altra: un incastro inaspettato. Credo che si chiami culo.

I 50 mq della casetta in cui viviamo ora sono così densi di storia che non saprei neppure da dove iniziare a raccontare e se metà di me è felice di andare via, l’altra metà si incatenerebbe all’armadio a muro (che pure ha odiato per ogni singolo giorno di questi 7 anni), pur di non andarsene.

Con tutti i suoi “alti-alti” e “bassi-bassi”, in questa casa ho vissuto il periodo più felice della mia vita.

E adesso che incredibilmente nello stesso identico giorno, ma sette anni dopo, dovremo lasciare la nostra casetta per spostarci in una casa con le finestre grandi e piene di vento, ad un primo piano con l’ascensore, il pensiero che mi ossessiona è: dovrò mica cambiare nome al blog?

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